La giornata del 25 Aprile rappresenta per noi Italiani la storia della liberazione di un popolo.
Un popolo dominato ed oppresso per 20 anni dal Fascismo e dal feroce predominio della Germania nazista che ha sentito prepotente la necessità di affermare la propria autonomia ed indipendenza mettendo fine alle pratiche criminali di annullamento delle libertà individuali che si stavano perpetrando.
Non è stato facile procedere verso la liberazione: contro il dominio nazi-fascista furono spinti uomini di tutte le estrazioni e classi sociali accomunati spesso da ideologie convergenti; altre volte solo dalla radicata convinzione di volere essere Liberi. La repressione contro la “resistenza”, fu sempre durissima e crudele: non dimentichiamo le stragi delle fosse Ardeatine (23 marzo 1944) e l’eccidio di Marzabotto (29 settembre 1944).
I partigiani lottarono come poterono: nelle campagne, nelle montagne, nelle foreste, appoggiati spesso dalle popolazioni, ma a volte anche osteggiati, per timore di rappresaglie.
La data del 25 Aprile del 1945, rappresenta la liberazione dell’Italia ad opera del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale), coordinato con le truppe alleate.
Iniziò una nuova era, segnata da un evento epocale: la stesura e l’emanazione della nuova Costituzione repubblicana, che entrò in vigore il 1° gennaio 1948, con una matrice fondamentale: l’antifascismo; la preminenza delle istanze sociali di eguaglianza e democrazia; la pace e la libertà, quale unica condizione per poter vivere in un Paese civile.
Pochi anni prima, nel 1945, a conclusione della seconda guerra mondiale , era stata redatta un’altra carta fondamentale per la libertà delle Nazioni e cioè lo Statuto dell’ONU (Organizzazione Nazioni Unite), che doveva rappresentare la massima assise dei popoli e delle nazioni, grandi o piccole che fossero; assicurare la pratica della tolleranza, della sicurezza, dell’uguaglianza reciproca ed un baluardo contro le aggressioni esterne.
I principi ispiratori delle due carte sopra menzionate sono stati spesso disattesi: assistiamo anche oggi a preoccupanti fenomeni di belligeranza; di ingerenze nelle relazioni internazionali, di aggressioni ed imposizioni da parte di Nazioni più potenti militarmente ed economicamente, nei confronti di nazioni più deboli.
Riteniamo, dunque, che sia di fondamentale importanza, soprattutto per le giovani generazioni, studiare e riflettere attentamente sul periodo storico che ci ha preceduti, che appare lontano nel tempo, ma che in realtà è vivo ed attuale.
La nostra Costituzione ha compiuto quest’anno 60 anni: riteniamo che ancor oggi assolva egregiamente il suo compito di monito nei riguardi della guerra e di incentivo a promuovere azioni nei confronti della pace. Tuttavia non possiamo dimenticare che alla base del suo radicamento, ci sono state vite
umane che si sono spese e sacrificate per l’affermazione dei principi inviolabili che ne costituiscono il fondamento; e che la Resistenza ha rappresentato una forma di lotta a partecipazione popolare, spesso anche violenta, per l’affermazione dei principi fondanti enunciati.
Il premio alla memoria di Mario Castelvetro assume allora non solo il significato di celebrare la memoria di un partigiano che ha affiancato all’impegno civile e politico, quello di educatore e di amministratore della propria città, ma anche quello di radicare nei giovani i valori che emergono dal suo operato, che appare inscindibilmente legato ai valori primari della Costituzione e della Resistenza italiana.
Titolo del tema a concorso è l’art.21 della Carta europea dei Diritti e l’art. 11 della nostra Costituzione:
” Lo studente rileggendo l’articolo 21 della Carta Europea dei Diritti (7 dicembre 2000) e l’articolo 3 della Carta Costituzionale Italiana (1 gennaio 1948) rifletta sui principi ispiratori delle due Carte ed esprima attraverso quali strumenti una società solidale debba garantire a ciascuno di vivere con dignità la propria vita.
Articolo 21
Non discriminazione
1.“È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali.”
Costituzione Italiana
Articolo 3
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”












