02 set 2013 La Resistenza nella Valconca
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Trascrizione con alcune integrazioni dell’intervento tenuto da Maurizio Castelvetro, presidente di ANPI Sezione Cattolica-Valconca, il 17/8/2013 a Montegridolfo durante l’iniziativa “La Montegridolfo liberata” a cura del Museo della Linea dei Goti. La relazione si pone sia come compendio aggiornato e comparato della storiografia esistente sia come proposta per nuovi approfondimenti di indagine, in parte svolti direttamente attraverso le testimonianze dei  protagonisti, con l’intento di mettere in evidenza il contributo dato alla lotta di Liberazione dai territori a ridosso della Linea Gotica nel sud della Romagna.

Il 25 aprile 1943 con la caduta del governo fascista e l’arresto di Benito Mussolini si apre in Italia un nuovo capitolo politico: i prigionieri politici finalmente rilasciati riprendono immediatamente i contatti con i vecchi ed i nuovi compagni.
A Roma il 30 agosto 1943 si forma il Fronte nazionale dei partiti antifascisti – che diventerà poi CLN.
Anche a livello locale le forze politiche, anche di nuovissima formazione, si incontrano unendo le varie anime.

Giuseppe Ricci

Giuseppe Ricci

Con l’8 settembre 1943, nasce la Resistenza. Nella Valconca si riuniscono attorno ad alcuni ufficiali cercano di organizzare le prime formazioni armate, ma senza successo, mentre prende avvio la propaganda politica tramite volantini e manifesti, a Cattolica e Morciano.

Nei primi mesi di lotta la struttura del Partito Comunista, data la lunga esperienza clandestina, è l’unica in grado di operare con efficacia, anche per la posizione cosiddetta ‘attendista’ delle altre forze politiche.

Sin dall’inizio, e per tutta la durata del conflitto, nella Valconca si delineano alcune figure locali di riferimento: tra di esse il repubblicano Celestino Giuliani, di Gemmano, membro del CLN, e il comunista Giuseppe Ricci, responsabile per la zona di Cattolica e dintorni: la fabbrica del ghiaccio di cui è titolare costituisce un punto di passaggio obbligato e insospettabile per tutti i marinai di Cattolica e sarà la base organizzativa di numerose iniziative dei partigiani.
È opportuno sottolineare che proprio a Cattolica – durante l’occupazione nazifascista – è attiva una numerosa cellula del PCI: essa ha 100 iscritti su un totale di 450 dell’intero circondario riminese. Allo stesso tempo, a Cattolica risulteranno attivi 24 membri dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) sul totale dei 36 attivi nell’ intera area circondariale: la loro attività, a differenza dell’area riminese, si esplicherà tuttavia maggiormente in operazioni di stampa e propaganda, supporto economico e logistico all’8ª Brigata ed agli alleati, sabotaggio e raccolta informazioni. È questa infatti una caratteristica della Resistenza dell’intera Valconca, in quanto area densa di sfollati – e quindi a forte rischio di rappresaglie – fortemente presidiata e trafficata da militari, essendo retrovia di un importante snodo tra la Linea Gotica sull’Appennino e la Linea Galla Placidia sull’Adriatico.

J. T. Ferguson e P. Spooner

J. T. Ferguson e P. Spooner

La prima iniziativa operativa della Resistenza nella Valconca, che aprirà la strada ad importanti successivi sviluppi, è la fuga tramite un peschereccio di un ufficiale inglese evaso da un campo di prigionia italiano, il capitano James Tuil Ferguson (compagno di evasione era il tenente colonnello Pat Spooner, che però non si imbarcò in quella occasione – secondo quanto riportano le sue memorie – rimanendo nascosto a Pozzo Alto, vicino Montecchio); assieme all’ufficiale sono in fuga anche il comunista medicinese Renato Modelli (che diventerà in seguito un ufficiale di collegamento con le missioni alleate) e gli ebrei Tullio Perlmutter e l’ingegnere Ruggero Cagnazzo di Pesaro.
La fuga ha luogo il 10 ottobre 1943, ed è organizzata dalla cellula comunista di Cattolica tramite Ezio Galluzzi: la barca è la “Freccia Azzurra”, il cui equipaggio è composto dal capitano Guerrino Bianchini, dal figlio Libero e da due marinai di Riccione, loro parenti. 
Ferguson e Cagnazzo, giunti sani e salvi a Termoli, vengono contattati dalla centrale italiana dell’intelligence britannica con sede a Bari e incaricati di tornare da dove erano venuti, dietro le linee nemiche, per coordinare il rientro dalle zone occupate dai nazifascisti di alcuni altissimi ufficiali britannici. I due – ora inquadrati come agenti della ‘A Force’ del MI9, uno speciale dipartimento del War Office britannico con il compito di collaborazione con i partigiani operanti nei territori occupati dai nazifascisti e di recupero dei militari delle forze alleate in territorio nemico, tornano clandestinamente a Gabicce, sempre grazie alla “Freccia Azzurra”, nella notte del 16 ottobre, con l’obbiettivo di contribuire all’operazione di salvataggio di un gruppo di generali inglesi nascosti sull’Appennino.

Ufficiali inglesi e partigiani alla Seghettina

Ufficiali inglesi e partigiani alla Seghettina

Infatti, nell’Appennino tosco-romagnolo, le autorità italiane nella mattina del 10 settembre (due giorni dopo la proclamazione dell’armistizio) avevano liberati ed aiutati nella fuga dal campo di prigionia di Vincigliata vicino a Firenze un folto gruppo di ufficiali britannici, tra cui alcuni di altissimo rango: il tenente generale Philip Neame, già comandante delle forze britanniche schierate in Cirenaica; il maresciallo dell’Aria  Owen T. Boyd, comandante in capo della RAF (Royal Air Force) in Medio Oriente;  il generale Richard N. O’Connor, già comandante della Western Desert Force in Africa e stratega della distruzione della 10ª Armata italiana.
Inizialmente nascosti presso il francescano Eremo di Camaldoli, e di lì destinati dal priore, padre Leone, in sperdute località appenniniche pressochè inaccessibili: Seghettina, Strabatenza, Campo Minacci.

Ezio Galluzzi

Ezio Galluzzi

Lì essi avevano avuto modo di contattare direttamente alcuni eminenti rappresentanti  dell’antifascismo romagnolo, rappresentanti del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale): Torquato Nanni, Tonino Spazzoli, Giusto Tolloy, Pietro Spada ed altri. Con Cagnazzo e Bruno Vailati fu attivata la fitta rete clandestina della Resistenza romagnola e marchigiana, improvvisando una lunga trafila degna di un romanzo di avventure, paragonabile a quella che un secolo prima mise in salvo Garibaldi in Romagna durante la sua fuga da Roma.
Qui ricordiamo le lunghe soste nella casa di Giusto Tolloy a Cattolica, nella cappella privata Spina a San Giovanni in Marignano, e nelle case coloniche delle colline marchigiane circostanti.
Innumerevoli tentativi di imbarco clandestino fallirono.
Nei primi giorni di novembre i fuggitivi tramite Ferguson e Spooner predisponevano un contatto al largo di Gabicce in attesa della “Freccia Azzurra” proveniente dal sud, già autrice di un precedente salvataggio, ma a causa della scarsa visibilità il contatto falliva per due notti consecutive.
Un’altro appuntamento concordato verso la metà di novembre a Cattolica, organizzato da Giuseppe Ricci, falliva a causa dell’improvviso rifiuto di Galluzzi, dissuaso dai propri famigliari a non correre ulteriori rischi.

Il motopeschereccio "Dux"

Il motopeschereccio “Dux”

Dopo ulteriori tentativi andati a vuoto (siamo già al settimo), alla fine di dicembre l’organizzazione stabilisce nuovamente un contatto con Ezio Galluzzi, che nel frattempo ci ha ripensato, proponendo di utilizzare per la fuga la ‘ammiraglia’ della flotta peschereccia cattolichina, un motopeschereccio da 16 metri denominato DUX. Nella mattina del 19 dicembre 1943 la partenza ha finalmente luogo dal porto di Cattolica: a bordo salgono Neame, Boyd e O’Connor, assieme agli ufficiali Ferguson e Spooner, l’agente Ruggero Cagnazzo con la moglie, il camaldolese padre Leone, il sottufficiale sudafricano MacMullen – nascosto da mesi a Santa Marina -, Ezio Galluzzi e l’equipaggio, costituto dal capitano Francesco Ercoles, dal motorista Mario Ercoles e dal marinaio Sebastiano Vanni, tutti di Cattolica.
Il motopeschereccio giungerà sano e salvo a Termoli con il suo prezioso carico.
Ezio Galluzzi rimarrà nel Sud, addestrato da ufficiali alleati alle tecniche della guerriglia e paracadutato nel giugno 1944 assieme a Bruno Vailati presso la zona operativa della romagnola 8ª Brigata Garibaldi.
Nel tempo ognuno dei singoli protagonisti di questa trafila rivendicherà un ruolo essenziale nella riuscita della operazione: ed in un certo senso fu proprio così, in quanto ogni singolo contrattempo o disattenzione poteva riuscire fatale: fu la rete antifascista, nel suo insieme, nella sua traballante seppur efficace organizzazione – formata da uomini di grande idealità e audacia – che permise la riuscita di questa impresa, un importante banco di prova dei rapporti tra Resistenza e forze alleate.

Il percorso della fuga dei tre generali inglesi

Il percorso della fuga dei tre generali inglesi

La caccia all’uomo scatenata dai nazifascisti a seguito della scoperta della fuga dei generali inglesi produce il 2 febbraio del 1944 l’arresto di Celestino Giuliani, Pietro Arpesella e Icilio Celli – tutti militanti del Partito repubblicano. Come Celli, alcuni mesi dopo anche Arpesella prima e e  Giuliani poi vengono rilasciati, ed aiutati da alcuni Carabinieri a nascondersi.

Un ulteriore arresto decapita i referenti politici e militari della zona Valconca.
Il 27 aprile 1944 un capitano italiano delle SS e due militi della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) in borghese avvicinano a Riccione il prof. Bruno Molari, chiedendo di unirsi ai ‘ribelli’: egli aderisce, indicando loro di recarsi a Morciano e presentarsi all’ex colonnello di aviazione Innocenzo Monti, membro del CLN riminese, fornendo loro la parola d’ordine. Mentre i 3 agenti in borghese si recavano da Monti, la GNR provvedeva alla cattura di Molari ed altri antifascisti. A Morciano i 3 agenti fascisti arrestavano ugualmente Monti, nonostante un suo disperato tentativo di fuga.

DECIO MERCANTI

Decio Mercanti

Lo stesso Decio Mercanti, responsabile del PCI per la Valconca, è arrestato assieme ad altri compagni nei primi giorni di giugno nel corso di una riunione organizzativa da lui presieduta in qualità di commissario politico della Resistenza in pianura. Durante il trasferimento nella sede della Gestapo a Forlì un improvviso bombardamento aereo alleato e il conseguente panico gli permette di eludere la sorveglianza e scappare e tornare dopo alcuni giorni a Farneto, sede del comando partigiano della sinistra della Valle del Conca.

In quei mesi alcuni giovani, rifiutandosi di aderire al bando di arruolamento fascista, trovano scampo nella possibilità di lavorare presso la TODT o la Organizzazione Paladino; altri raggiungono le formazioni partigiane sulle montagne marchigiane e romagnole: tra di essi il cattolichino Augusto Cicchetti e Armando Cavalli, romano di nascita ma morcianese di adozione, che periranno durante i combattimenti.

Alla fine di giugno in una casa di contadini a Marazzano, frazione di Gemmano, ha luogo una importante riunione cui partecipano Umberto Macchia (Pini), ispettore del CUMER (Comitato Unitario Militare Emilia Romagna), Wladimiro Rossi, ufficiale di collegamento della Giunta militare del CLN provinciale di Forlì, Gianni Quondamatteo, responsabile [per il CLN] della zona sinistra del Conca e lo stesso Decio Mercanti: nel corso di essa si conferma l’impossibilità di creare un forte gruppo armato in quanto i luoghi non erano tatticamente adatti, perchè troppo vicini alle forze tedesche e repubblichine di Cattolica, Riccione e Morciano. Ciò era stato già indicato da Alberto Bardi (noto come Falco), ex vicecomandante dell’8ª Brigata Garibaldi Romagnola, a seguito di un sopralluogo tra Pian di Castello (a Mercatino Conca) e Montegrimano.
Si conferma dunque come la Resistenza nella Valconca avvenga soprattutto nelle forma di azioni di supporto – economico, materiale e di fornitura di armi – alla Brigata Romagnola, unitamente all’attività di stampa e propaganda antifascista

Con la riorganizzazione della Resistenza, il territorio riminese – e con esso la Valconca – viene organizzato nella “29ª Brigata GAP” intitolata a Gastone Sozzi.

La chiesa di Farneto, comando del CLN della Valconca

La chiesa di Farneto, comando del CLN della Valconca

Poco dopo, nei primi di luglio 1944, si costituisce il Comitato di Liberazione Valconca nella canonica di Farneto di Gemmano, con a capo Gianni Quondamatteo. È la parrocchia di don Antonio Marcaccini, prete partigiano, già autore con altri della distruzione notturna dell’anagrafe del Comune di Gemmano. Del CLN fanno parte Aurelio Monti (fratello di Innocenzo), Luigi Cavalli, Raffaello Bucci, Francesco Franchetti, Giuseppe Volpinari e Giuseppe Ricci. Il Comitato decide di prendere contatti con altri parroci della zona attraverso don Marcaccini, che li incontra nella canonica di Onferno.

Leonardo Vannata

Leonardo Vannata in mezzo ai bersaglieri del “Mameli”

In questo contesto si inserisce, nel giugno 1944, il caso delle diserzioni all’interno del Battaglione Bersaglieri Volontari “Goffredo Mameli”. Alcuni partigiani di Cattolica erano riusciti ad entrare in contatto con due bersaglieri, il sergente Giovanni Castagna e il bersagliere Giovanni Pilotti, concordando con essi un piano che prevedeva la loro fuga assieme alla trafugazione di armi dalla loro caserma. Il piano fu organizzato nei minimi dettagli e con la collaborazione di numerosi ‘pali’ dislocati lungo il percorso: all’orario convenuto una motocarrozzetta si presentò presso il loro distaccamento situato a Gabicce con un ordine fasullo di prelievo e trasferimento di armi. Sul furgoncino, guidato dal gappista cattolichino Cristoforo Galli, salirono i due militi: esso partì alla volta della campagna, provvedendo a nascondere le armi e portando a destinazione i due fuggitivi verso Schieti, ove operavano alcune formazioni partigiane.
Immediatamente si scatenò una furiosa reazione da parte dei Bersaglieri: durante un rastrellamento nella zona fu ucciso casualmente un anziano agricoltore, vennero incarcerati numerosi cittadini e antifascisti nella Rocca di Cattolica, e alcuni repubblichini nel corso delle ricerche penetrarono sino all’interno del palazzo dei Capitani Reggenti, nella Repubblica di San Marino.
Da rilevare che nella zona di Coriano già c’era stato il precedente di due giovani disertori dell’esercito repubblichino, fucilati dai tedeschi ad Ancona il 18 maggio: Libero Pedrelli e Vittorio Giovagnoli.

Domenico Rasi e Vanzio Spinelli

Domenico Rasi e Vanzio Spinelli

Nei giorni immediatamente successivi, vengono incarcerati nove bersaglieri del distaccamento di Gabicce, commilitoni dei disertori: due di loro, il caporalmaggiore Domenico Rasi e il sergente Vanzio Spinelli, ambedue di Cesena, vengono accusati di collaborazionismo coi partigiani. Seguirà un lungo e drammatico processo, fortemente voluto dal loro comandante, il maggiore Leonardo Vannata, che vedrà anche un tentativo di coinvolgere tramite una richiesta di grazia lo stesso Mussolini (ben noto a Cattolica in quanto sede delle sue vacanze) ed avrà come triste epilogo la fucilazione dei due ragazzi il 24 giugno nel cimitero di Cattolica. Essi nelle loro toccanti ultime lettere inviate ai genitori negano di essere responsabili della fuga dei camerati ma non escludono un coinvolgimento ideale: “Il vero se c’è tu lo troverai” scrive Rasi all’amico Toni. Con loro anche due bersaglieri verranno puniti, seppure con pene inferiori. Il fatto ebbe una eco emotiva fortissima nella cittadina, e con la liberazione di Cattolica – un paio di mesi dopo – i due militi furono riabilitati e registrati come partigiani, con la intitolazione a loro del lungomare cittadino e – negli anni ’70 – l’erezione di un monumento sul luogo della fucilazione.

Passano pochi giorni ed a pochi chilometri di distanza avvengono fatti analoghi: di fronte al cimitero di Tavullia il 28 giugno vengono fucilati da parte dei militi del Battaglione “Tagliamento” della G.N.R., comandato dal fanatico e spietato maggiore Merico Zuccari, cinque presunti ‘disertori’ già in forza presso il battaglione “Milano” della Organizzazione Paladino, operante sulla Linea gotica; nello stesso punto, pochi giorni dopo, il 10 luglio, vengono fucilati un milite repubblichino della stessa “Tagliamento” – disertore per la seconda volta, fuggito dopo essersi rifiutato di fare parte di un plotone di esecuzione -  ed il 20 luglio due partigiani tavulliesi.

Nell’area appenninica tra le valli e del Foglia si trova ad operare la “banda Massi”, un raggruppamento partigiano di matrice cattolica operante in totale autonomia dal CNL e dalle altre forze partigiane presenti sul territorio.
Le relazioni redatte nel 1944-1945 dai protagonisti sulle attività di questo raggruppamento, presentano tuttavia ambiguità ed incongruenze: verifiche con testimoni diretti e circostanze – ancora in corso – inducono a ritenere che si trattasse, più che di una banda organizzata, di una rete di ‘conoscenti’ di tradizione cattolica ed antifascista, e che non tutte le attività indicate come azioni partigiane fossero realmente avvenute.
Comandante della banda Massi era Gino Morbiducci, nativo di Torino e residente a Cattolica: di dichiarata fede democristiana, dopo la liberazione di Cattolica trova credito presso le truppe alleate in funzione anticomunista ed anti-CLN, per poi scomparire politicamente con le prime elezioni libere, in cui viene eletto sindaco il comunista Giuseppe Ricci, comandante della cellula partigiana di Cattolica.
È lo stesso Morbiducci a promuovere con estremo vigore e commozione le cerimonie di commemorazione e la intitolazione del lungomare cittadino alla memoria dei militi Rasi e Spinelli.

Dalla primavera del 1944 prende avvio una dettagliata operazione di rilevamento delle fortificazioni tedesche in allestimento lungo la Linea gotica, da fornire agli Alleati. L’attività coinvolge numerosi partigiani, selezionando tra essi coloro che hanno precise nozioni tecniche (geometri, disegnatori, ecc.) infiltrati direttamente all’interno della TODT, la organizzazione tedesca che si occupava dei cantieri in Italia, e della sua corrispondente italiana, l’Ispettorato Militare del lavoro, meglio nota come Organizzazione Paladino: nella Valconca sono operativi in particolare i fratelli Pino (Giuseppe) e Cino Ubalducci.
Tale lunga attività si conclude pochi giorni prima dell’avvio dell’attacco alleato della Linea Gotica sul versante adriatico nel contesto dell’Operazione Olive, con una significativa operazione avviata in concorso tra le forze alleate, nuovo esercito italiano e i partigiani di Cattolica e del pesarese.

Enzo Mini

Enzo Mini

Il 23 agosto 1944 il sottotenente Enzo Mini, del Gruppo Mezzi d’Assalto della Marina militare – Reparto NP, assieme ai marò Giovanni Scagliola e Luigi Campora ed al partigiano marchigiano Rolando (Sergio Rimondi) sbarcano nottetempo preso la Vallugola, tra Pesaro e Cattolica. Dopo aver effettuato utili sopralluoghi circa le caratteristiche delle forze tedesche, prendono contatto tramite Rolando con i partigiani di Cattolica per ottenere un resoconto più dettagliato sulle opere di fortificazione della Linea Gotica.
Il giorno dopo due dei marò tornano alla base di Falconara. Giuseppe Ubalducci, nel frattempo, raccolta la cartografia riguardante oltre 40 chilometri di linee fortificate, preparata durante alcuni mesi di rilevamento assieme al fratello Cino, il 27 raggiunge assieme a Rolando il marò ancora nascosto in Vallugola.
Il giorno successivo una motosilurante italiana, comandata da Mini, li recupera nottetempo e torna verso le linee alleate.
L’accurato rilevamento via terra viene immediatamente messo a confronto dalle forze alleate della VIII Armata con quello aereo, realizzando così una dettagliata mappatura, e il 30 agosto scatta anticipato l’attacco alleato contro le fortificazioni  lungo la vallata del Foglia, che in pochi giorni vengono superate di slancio.
Mini ed i due marò Campora e Scagliola per questa operazione ottennero una decorazione con medaglia d’argento al valor militare.

Pino Ubalducci

Giuseppe “Pino” Ubalducci

Visto l’esito positivo della missione, Ubalducci verrà inviato il 17 settembre via mare su incarico dei comandi alleati ad avviare i contatti con la 28ª Brigata Garibaldi operante nel ravennate, comandata da Falco e Bulow. Ma, parallelamente, agirà anche per conto del gruppo dirigente comunista delle Marche, guidato da Egisto Cappellini, informando i partigiani ravennati della nuova situazione politica creatasi nell’Italia liberata e sul controverso rapporto tra alleati e Resistenza: informazioni estremamente apprezzate dallo stesso Bulow, che proprio a Cattolica – diventato sede del quartier generale alleato – si recherà clandestinamente via mare per proporre agli alleati un piano congiunto per la liberazione di Ravenna, e che nel febbraio 1945 verrà decorato con medaglia d’oro su proposta del generale Richard McCreery, diventato comandante dell’8ª Armata britannica in Italia.

Ancora nei primi giorni di settembre, mentre imperversa la battaglia, nella zona di Farneto di Gemmano, durante il passaggio del fronte, Gianni Quondamatteo aggredisce un alpino tedesco che però riesce a liberarsi e lanciare l’allarme. Ben presto Quondamatteo è catturato, ma durante il trasporto fugge, pur rimanendo ferito. L’area viene rastrellata e per rappresaglia 6 uomini vengono minacciati di fucilazione se non si trova il partigiano.
Solo il deciso intervento di Don Marcaccini, che viste inutili le sue pressioni si offre per essere fucilato egli stesso con gli altri, riesce a far desistere l’ufficiale tedesco.

Arriva finalmente la liberazione. Nel settembre del 1944, con la fine della lotta armata nel riminese, inizia un nuovo ciclo politico, aperto alla democrazia ed al suffragio universale. Anche in questo caso la Valconca darà il suo contributo, con la scelta dello stesso Giuseppe Ricci – in rappresentanza del circondario riminese – quale Deputato nella nuova Assemblea Costituente.

Foto ricordo di Egidio RenziFoto ricordo dei partigiani di Cattolica

Foto ricordo di Egidio Renzi

Nella Valconca merita di essere ricordata la figura di Egidio Renzi, originario di San Giovanni in Marignano e residente a Cattolica, antifascista della prima ora costretto a fuggire nel 1923 a Roma, ove lavora continuando svolgere attività di propaganda antifascista come aderente al movimento Giustizia e Libertà. Attivo durante la Resistenza, il 3 febbraio 1944 viene catturato, torturato e trasferito nella famigerata prigione di via Tasso.

A seguito dell’attentato partigiano di via Rasella, per ritorsione verrà selezionato con altri 334 patrioti e massacrato il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Solo il 28 agosto, assieme agli altri, il suo corpo verrà ritrovato e, nel dopoguerra, tumulato nel sacrario a loro dedicato, nel sacello n. 169.

Sessant’anni dopo la sua morte, nel 2004, su iniziativa dell’ANPI, Egidio Renzi è stato insignito della Cittadinanza onoraria dal Comune di Cattolica.
Perchè, come recita il monumento ai caduti di quella cittadina, “l’Italiano per ben vivere deve ben ricordare.”


 

BIBLIOGRAFIA

 

- Giuseppe Mari, Guerriglia sull’Appennino. La Resistenza nelle Marche, Argalia, Urbino, 1965.

- Sergio Flamigni – Luciano Marzocchi, La Resistenza in Romagna, La Pietra, Milano, 1969.

- Bruno Nediani, Faenza e Rimini sotto la dittatura, Centro Studi Storici e Politici del PRI dell’Emilia-Romagna, Rimini, 1979.

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- Ennio Bonali – Dino Mengozzi, La Romagna e i generali inglesi, Franco Angeli, Milano, 1982.

- Decio Mercanti, La Resistenza nel Riminese, in “Storie e storia”, n. 10 – ottobre 1983.

- Diario di un guerriero moderno – Ten. Enzo Mini, in Giuseppe Mari (a cura di), Pesaresi nella guerra, ANPI provinciale Pesaro, Fano, 1996.

- Sandro Severi, Il Montefeltro tra guerra e liberazione 1940-1945, Comunità montane del Montefeltro e dell’alta Valmarecchia – Società di Studi Storici per il Montefeltro – ANPI Pesaro, Fano, 1997.

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- Guido Paolucci, C’era una volta Cattolica, BCC Gradara, San Giovanni in Marignano, 2004.

- Maurizio Casadei, La Resistenza nel riminese. Una cronologia ragionata, Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea di Rimini, Rimini, 1992-2005.

- Vittorio Mancini – Vincenzo Santolini, Don Antonio Marcaccini. E Prèt ad Purgatorie, Guaraldi, Rimini, 2009.

- Umberto Palmetti, Dall’8 settembre 1943 incomincia il peggio per l’Italia, Cattolica, 2011.

- Pat Spooner, A talent for adventure, Pen & Sword, Barnsley (GB), 2012.

 

11 apr 2012 Comunicato stampa
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L’Anpi di Cattolica congiuntamente con l’Anpi di Pesaro Urbino esprimono la loro preoccupazione e condannano l’episodio di violenza e di razzismo avvenuto nella notte di Pasquetta a Cattolica, in cui due ragazzi nord africani  sono stati aggrediti da un gruppo di estremisti di destra per motivi legati alla loro origine e al colore della pelle.
E’ allarmante constatare  come nella provincia Rimini da qualche tempo si assista alla presenza di individui e gruppi che si rifanno esplicitamente alla ideologia neofascista e neonazista, i quali con modi e mezzi sempre provocatori compiono azioni per consolidare e giustificare la loro presenza sul territorio.
Questo ennesimo episodio di violenza non è altro che la manifestazione tangibile di quello che questi gruppi sono in realtà: un ricettacolo di ignoranza, violenza, intolleranza e razzismo.
Invitiamo i cittadini, il Sindaco, il Prefetto e tutte le Forze armate impegnate nel meticoloso compito del controllo del territorio a vigilare ed a non sottovalutare questi fenomeni che possono turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, ma soprattutto intaccare il tessuto antifascista e democratico delle nostre ospitali città.
L’Anpi manifesta la massima solidarietà ai due ragazzi aggrediti e rinnova il plauso alle Forze dell’ordine per la cattura e l’identificazione di tre dei cinque aggressori.

06 nov 2011 Contro la PdL n. 3442/2011 presentata dall’On. Fontana
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IL CONSIGLIO COMUNALE DI CATTOLICA A SOSTEGNO DELL’ANPI CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE N. 3442/2011 PRESENTATA DALL’ON. GREGORIO FONTANA

(Comunicato) L’ANPI Sezione di Cattolica-Valconca , riconoscendo e condividendo i principi di democrazia e libertà sanciti dalla Costituzione Italiana quali fondamentali valori della Repubblica Italiana, forgiati nel corso  dalla lotta di Liberazione nazionale

INFORMA che la Commissione Difesa della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge n. 3442/2011 avente per oggetto “Disposizioni per le associazioni di interesse delle forze armate” che, motivata dalla necessità di dotare le Associazioni combattentistiche di personalità giuridica, prevede il riconoscimento di tutte le organizzazioni italiane di ex-belligeranti.

CONSIDERATO CHE tale proposta di legge apre di fatto al riconoscimento ed al finanziamento delle Associazioni costituite dagli ex-combattenti della Repubblica Sociale Italiana e da coloro che a quei valori si ispirano (incluse quindi le SS italiane!), esprimendo una volontà di riconoscimento delle stesse divenuta palese con la bocciatura degli emendamenti dell’opposizione che proponevano correzioni del testo affinché fosse evitata tale inaccettabile previsione

E CHE l’approvazione in Commissione di questa proposta di legge (che dovrà essere discussa dall’Assemblea della Camera dei Deputati) seguiva di poche settimane la presentazione al Senato di un disegno di legge per l’abrogazione della XII Disposizione Transitoria della Costituzione che vieta la riorganizzazione di Associazioni che svolgano attività volte alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del Partito fascista

PREOCCUPATO sia per le ricorrenti iniziative in sede legislativa di rivalutazione di quelle Forze armate diretta emanazione del partito fascista, agli ordini dell’occupante nazista, sia per il tentativo di equiparazione delle stesse con le forze armate antagoniste che, combattendo dalla parte del legittimo Governo italiano, lottarono contro il nazifascismo per l’affermazione della democrazia nel nostro Paese e nel mondo

RICORDATO INOLTRE il dramma e le sofferenze inflitte dalla guerra voluta dai nazifascisti nella intera Provincia di Rimini, i militari I.M.I. che rifiutarono – preferendo la detenzione – di appartenere all’esercito della R.S.I., le migliaia di Caduti durante lotta di Liberazione  sul territorio nazionale, commemorati annualmente nelle celebrazioni delle comunità cittadine di tutto il territorio nazionale

RIBADITA INFINE la necessità di mantenere sempre viva la memoria dei valori fondativi della Resistenza e della Costituzione antifascista da parte dei cittadini e delle Istituzioni, quale monito e patrimonio comune di ideali per la convivenza democratica e le libertà dei cittadini

ESPRIME la propria contrarietà e condanna verso la proposta di legge n. 3442 così come appare formulata, in quanto parte di una serie di recenti iniziative legislative che esprimono la volontà di legittimare il riconoscimento da parte dello Stato italiano delle forze appartenenti alla R.S.I. : ciò nel rispetto dello spirito democratico, repubblicano e antifascista della Carta Costituzionale, e dello stesso Art. XII delle “Disposizioni transitorie e finali”

CHIEDE al Sindaco ed  al Consiglio Comunale di Cattolica di sostenere l’ANPI approvando uno specifico Ordine del giorno da inviare alla Presidenza della Repubblica e alla Presidenza della Camera dei Deputati, dandone notizia all’opinione pubblica.

Il gruppo consigliare di maggioranza, in appoggio all’ANPI, ha inserito nell’Ordine del giorno del Consiglio comunale indetto per lunedi 7 novembre 2011 (ore 20:30) il punto n. 7 che recita: “Ordine del giorno a sostegno dell’ANPI contro la proposta di legge n. 3442/2011 presentata dall’On. Gregorio Fontana”

Il disegno di Legge n. 3442/2011

Comunicato ANPI (Sezione Cattolica e Valconca)

21 apr 2011 4° Premio Arti Espressive “Mario Castelvetro”: i premiati
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1° PREMIO

- Opera: ISTRUZIONE PER L’USO – L’ISTRUZIONE COME STRUMENTO DI LIBERTA’

Classe 1ªA Scuola media – San Giovanni in Marignano

Insegnante: Elisa Ugolini

La Giuria ritiene esemplare per chiarezza e trasparenza il percorso didattico compiuto in maniera collettiva, così come indicato nella scheda unita al lavoro.

Significativo ai fini del tema proposto è l’esempio di Iqbal Masih, il cui percorso di vita è stato visualizzato dai ragazzi, evidentemente impressionati dal confronto tra la loro vita di bambini istruiti e quella del ragazzo pakistano, piccolo lavoratore schiavizzato .

L’opera nella sua globalità manifesta freschezza creativa, chiaro indicatore dell’ampio spazio dato al modo di elaborare il messaggio lasciato agli alunni.

2° PREMIO EX-AEQUO

- Video: LA SCUOLA FASCISTA

Classe 3ªD Scuola media “E. Filippini” – Cattolica

Insegnante: Cristian Scagnetti

- Video: L’ISTRUZIONE CI RENDE LIBERI. IERI E OGGI…

Classe 3ªE Scuola media “E. Filippini” – Cattolica

Insegnante: Rosa Maria Agliata

- Opera: LA SCUOLA CHE CAMBIA

Classe 2ªA  Scuola media “E. Filippini” – Cattolica

Insegnante: Cristian Scagnetti

La Giuria ha trovato apprezzabile il lavoro di indagine svolto sul tema della scuola fascista, in quanto legato al tema dell’istruzione come indottrinamento, anche in comparazione tra il passato e il presente.

La Giuria considera i tre lavori di gruppo premiati – nella loro unità – costituiscano un interessante e riuscita elaborazione del tema, ognuno caratterizzandosi per ogni singolo aspetto: il reportage-intervista, il manifesto di sintesi con confronti particolarmente significativi, il video di ricerca.

Si evidenzia come in questo lavoro – ma anche in altri – il rapporto con la tecnologia sia vissuto dai ragazzi come liberatorio in sé, identificando degli strumenti neutri (computer, Internet, lavagne interattive…) come portatori quasi automatici di libertà e democrazia: considerazione questa che meriterebbe una particolare riflessione critica, forse anche come tema per una prossima edizione del Premio.

3°  PREMIO

- Opera: PAROLE IN LIBERTÁ

Classe 3ªD Scuola media “A. BROCCOLI” – Morciano di Romagna

Insegnanti: Giovanna Filanti, Claudio Colombari

La Giuria considera particolarmente riuscito e stimolante l’utilizzo dell’acrostico come mezzo di approccio concettuale.

Apprezzabile il lavoro di brainstorming (trad. lett. : tempesta di cervelli).

Si evidenzia inoltre, ritenendolo un aspetto positivo e liberatorio, come la “gabbia” di lavoro introdotta come metodo venga infine “rotta” in alcuni casi in cui l’acrostico di fatto scompare (viene inglobato nelle frasi e non ne è più l’elemento generatore) e rimane solo il libero pensiero dei ragazzi.

PREMIO SPECIALE

- Opera: DISTRUZIONE D’ISTRUZIONE

Classe 5ªA-B-C  Scuola elementare “Repubblica” – Cattolica

Classe 5ªA-B Scuola elementare “Carpignola” – Cattolica

Insegnanti: Nicoletta Antonioli, Valeria Antonioli, Marina Bertoni, Petra Casadei, Mirena Ceccolini, Francesca De Nicolò, Marina Esposito, Daniela Franchini, Maria Elena Gattoni, Simonetta Iacubino, Concetta Imbriano, Marisa Mancini, Silvia Talacci, Liliana Tristari, Ermanno Scudieri, Raffaella Ugolini

Il Premio viene assegnato in riconoscimento della oggettiva qualità formale del lavoro svolto, in cui appare con evidenza il primario ruolo svolto dall’insegnante quale soggetto educatore dal punto di vista professionale, tecnico, umano e culturale.

La Giuria esprime solidarietà all’invocazione d’aiuto, enunciata anche nel titolo, lanciata dal mondo della scuola, invitandolo alla ‘resistenza’ ed a continuare a trasmettere in futuro i positivi ed universali valori e riferimenti culturali evidenziati nell’opera, sempre e comunque nella costante attenzione e rispetto delle primarie esigenze espressive degli alunni.

PREMIO SPECIALE

- Opera: L’ISTRUZIONE METTE LE ALI 

Classe 3ªB Scuola media “A. BROCCOLI” – Morciano di Romagna

Insegnante: Bruna Staccoli

La Giuria apprezza il linguaggio talora sognante espresso dai ragazzi, frutto di personali elaborazioni del tema realizzate a partire dagli stimoli offerti dall’insegnante.

Appare interessante l’utilizzo combinato nel contesto di una unica opera di molteplici tecniche espressive, da quelle più manuali a quelle più tecnologiche (anche a rischio di rendere il discorso frammentario).

La Giuria desidera esprimere apprezzamento nei confronti dei lavori, premiati e non premiati, per l’impegno profuso e la sensibilità mostrata nell’affrontare il complesso tema.

Cattolica, 20 aprile 2011-04-19

I MEMBRI DELLA GIURIA:

-       Raffaele Bersani

-       Maurizio Castelvetro

-       Mara Dei

-       Augusto Gennari

-       Giorgio Severi

-       Valeria Belemmi

09 feb 2011 16° Congresso della Sezione di Cattolica
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DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011
Centro Sociale Giovannini-Vici
Via Torconca CATTOLICA

Dalle ore 10:00 alle ore 12:00

LA NUOVA STAGIONE DELL’ANPI
Più forza all’antifascismo, più futuro per la democrazia

Ordine del giorno:

• Saluto da parte del Presidente uscente Elisabetta Raschi
• Saluto da parte del rappresentante del Direttivo Provinciale di Rimini
• Relazione quinquennale del Presidente della Sezione e presentazione dei documenti congressuali
• Discussione dei documenti congressuali
• Votazione sui documenti congressuali
• Elezione presidente ANPI della Sezione Cattolica e Valconca
• Elezione del Comitato Direttivo comunale e del collegio dei revisori dei conti
• Elezione del delegato al Congresso Provinciale

A seguire dalle ore 12:00 alle ore 13:30

PRANZO DELLA RESISTENZA
Polenta e salsiccia – formaggio – insalata – piadina – dolce – vino ed acqua
(€ 15,00 - prenotare al 320/4846949)

I documenti congressuali sono disponibili presso la sede ANPI (via XXIV Maggio, sotto la sede dei vigili urbani di Cattolica) ogni sabato mattina (dal 2 Febbraio al 12 Febbraio 2011) dalle ore 9:00 alle ore 10:30 o oppure possono essere scaricati qui.

Il particolare difficile momento storico che la nazione sta attraversando, richiede il concorso di tutti i cittadini per la difesa delle istituzioni e dello spirito repubblicano originato dalla lotta di Liberazione del paese.
Il prossimo Congresso sarà una di queste occasioni di forte impegno civile e per questa ragione raccomandiamo una grande e sentita partecipazione.

SCARICA L’INVITO E PARTECIPA ANCHE TU
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Al termine dei lavori sono risultati nominati i seguenti membri del Comitato direttivo:
- Elisabetta Raschi (presidente)
- Maurizio Castelvetro (vicepresidente)
- Gianfranco De Nicolò (tesoriere)
- Alberto Prioli
- Tiziano Tonti
- Giuseppina Tura
- Giovanna Ubalducci

09 feb 2011 4ª Edizione PREMIO ARTI ESPRESSIVE “MARIO CASTELVETRO” (2011)
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Premio Arti espressive "Mario Castelvetro"
L’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Cattolica (RN) organizza annualmente il Premio Arti Espressive “Mario Castelvetro” rivolto agli studenti delle Classi quinte delle Scuole elementari e delle Classi prime, seconde e terze medie delle Scuole secondarie attive sul territorio romagnolo e marchigiano, statali e parificate.
Il Premio è intitolato alla figura di Mario Castelvetro (1921/2007), insegnante, partigiano, politico. Esso nasce e si sviluppa per essere uno strumento extra-scolastico integrativo nell’insegnamento didattico, con l’obbiettivo di stimolare e motivare lo svolgimento di un percorso di approfondimento storico e di educazione civica sui temi della democrazia, della solidarietà, della conoscenza critica in tutti i suoi aspetti, dei principi civici ed etici della società italiana, con particolare riferimento ai temi legati alla Resistenza ed alla Costituzione Italiana: il tutto interpretato attraverso i mezzi dell’espressione artistica.
A questi significati ed obiettivi, l’esperienza svolta dal Premio aggiunge un’occasione straordinaria di scoperta di sé, di sperimentazione delle proprie capacità di autonomia, di esperienza di un tempo globale e continuo di vita associata.
La partecipazione al Premio prevede la produzione con tecniche libere di un’opera creativa letteraria, grafica o multimediale avente a soggetto un tema indicato dal Comitato organizzatore.
Il tema su cui verte il premio viene indicato ogni anno su indicazione del Comitato Direttivo A.N.P.I. di Cattolica e su suggerimento delle Scuole di riferimento.
Tra tutti i lavori pervenuti sono selezionati tre opere da parte di un Giuria specializzata – a cui si aggiunge un Premio Speciale – che vengono premiate in occasione della ricorrenza della festa della Liberazione (25 aprile) ed esposte pubblicamente unitamente alle altre partecipanti.
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TEMA


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Una delle frasi più note di Carlo Cattaneo, uno dei padri dello Stato italiano del quale nel 2011 si celebra il 150° anniversario della fondazione, afferma che “ l’istruzione è la più valida difesa della libertà”. Per Cattaneo la capacità di sviluppo del pensiero che nasce dall’istruzione è strettamente legata all’idea che i cittadini di una nazione, rappresentati dallo Stato, attraverso l’istruzione acquisiscano i mezzi per tenere pacificamente nelle proprie mani le leve del potere.

Quando Cattaneo afferma che “il governo delle nazioni incivilite deve essere una gran tutela accoppiata ad una grande educazione” (ove per ‘tutela‘ intende pace, equità e sicurezza mediante buone leggi, un’equa amministrazione ed un potente ordinamento) ribadisce il ruolo di primo piano che assegna all’istruzione ai fini del buon governo.

Lo Stato che non sostenga l’istruzione tende ad una forma di esercizio del potere basato sull’”inesorabile assolutismo della spada”.Lo Stato, come organizzazione civilizzata degli uomini, cessa di reggersi grazie alla forza ed all’arbitrio solo quando permette lo sviluppo delle intelligenze e della volontà del popolo.

L’istruzione “in ogni guisa sollecitata e promossa” è come una luce che squarcia le tenebre, e l’insieme di tutti i cittadini così illuminati è il più forte antidoto contro ogni forma di autoritarismo.

La Costituzione italiana ha raccolto la lezione risorgimentale di Cattaneo, considerando l’istruzione “aperta a tutti” un diritto ma allo stesso tempo un dovere, in quanto elemento di sviluppo ma anche di difesa a tutela della società democratica.
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AGGIORNAMENTO
La premiazione pubblica avverrà MERCOLEDI 20 APRILE anzichè giovedi 21.


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BANDO DI CONCORSO

Etichetta (fronte) facoltativa

Etichetta (retro) e scheda da allegare all’opera

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INFORMAZIONI

Elisabetta Raschi (presidente ANPI Cattolica)
Telefono: 339-3283261
e-mail: premiomariocastelvetro@gmail.com

17 giu 2010 “…..SOTTO L’OMBRA DI UN BEL FIOR….”
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Il Comitato provinciale ANPI di Rimini chiama ad una mobilitazione diffusa a difesa della Costituzione, nata dalla Resistenza, che regge democraticamente l’Italia da oltre 60 anni.

La insistente richiesta di rigetto della Costituzione fatta dal Premier è inaccettabile: la sua recente affermazione ”Governare con le regole che impone la Costituzione è un inferno” è solo l’ultima di una lunga serie di simili prese di posizione, indicative del progetto del Presidente del Consiglio. 

Per questo, aderendo all’invito, anche il Comitato ANPI di Cattolica porterà un fiore sopra ai Monumenti ai Caduti, per non dimenticare l’origine della nostra Repubblica e della nostra Costituzione.

 Un gesto semplice e simbolico, ma estremamente convinto, per ricordare a tutti le parole di Piero Calamandrei, che “la Costituzione non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti” e che i valori che sono contenuti in questo testo, oltre all’assoluta attualità, devono, per garantire a pieno il sistema democratico, superare le ambizioni dei singoli governanti.  

 L’ANPI fa appello a tutte le coscienze responsabili, ai Partiti, alle Istituzioni, all’Associazionismo democratico, alle Forze sindacali, agli studenti, affinché si dia luogo ad una costante civile mobilitazione unitaria per dire NO alla deriva autoritaria in corso, cui non si può più assistere inerti e divisi.

 L’appuntamento è previsto per VENERDI 18 GIUGNO 2010 alle ore 19:30 davanti al Monumento ai Caduti presso il Parco della Pace di Cattolica.

 Venite tutti con un fiore.

 

                              ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) 

                               SEZIONE DI CATTOLICA

 

                                               www.anpicattolicavalconca.net

                               http://www.facebook.com/event.php?eid=127394347293282&ref=mf

11 giu 2010 A.N.P.I. NAZIONALE: DICE NO AL DDL INTERCETTAZIONI
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Roma, 11 giugno 2010
 
 
Il Ddl sulle intercettazioni, approvato ieri in Senato, è un provvedimento assolutamente inaccettabile, perché in profondo contrasto con la Costituzione della Repubblica.
 
L’ANPI denuncia con forza l’atteggiamento del Governo che mentre da una parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi, oltretutto, meriti che sono invece tutti della magistratura e delle forze dell’ordine nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine, ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino di riceverla come espressamente sancito dall’art. 21 della Costituzione: “..Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” 
L’ANPI rivolge inoltre un appello per una mobilitazione unitaria e civile a tutte le coscienze democratiche, ai partiti, alle forze sindacali, agli studenti, all’associazionismo. Li invita quindi a partecipare alla sua Seconda Festa Nazionale “ Italiani di Costituzione” ad Ancona, occasione importante e preziosa per lanciare un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese.
 
 
Raimondo Ricci
Presidente Nazionale dell’ANPI     NO AL DDL SULLE INTERCETTAZIONI

04 giu 2010 FESTA NAZIONALE A.N.P.I. 24/27 GIUGNO 2010
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programma Festa Nazionale ANPI Vi inviamo in allegato il programma della festa nazionale dell’ANPI che si
terrà ad Ancona dal 24 al 27 giugno.
Stiamo organizzando un pullman per la giornata di domenica 27 e avremmo
bisogno di sapere al più presto chi è interessato.
Inutile ricordarvi che è importante la presenza di tutti.
per informazioni  Roberto 333/7352748.
ANPI Santarcangelo di R.

programma Festa Nazionale ANPI

04 giu 2010 INAUGURAZIONE APERTURA CIRCOLO A.N.P.I. GROTTAROSSA
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Sabato 5 Giugno all’interno della Festa di Grottarossa verrà inaugurato il
nuovo circolo dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, presso il
Centro Sociale Grottarossa, via della lontra, 40 Rimini.
il circolo sarà dedicato alla Banda Corbari, noto gruppo partigiano che
operò nel Forlivese tra i 1943 ed il 1945, compiendo azioni assolutamente
strabilianti e di importante rilievo militare.

Appuntamento ore 18.00, inaugurazione e aperitivo offerto dalla Grottarossa.

Non mancate

Alessandro Paolini

x info 3409140520